Beppe Carelli, di nuovo in campo la leggenda di Codogno!

beppe mike 1 mBeppe, innanzi tutto grazie per la disponibilità, per noi è un piacere oltre che una grande emozione incontrare una leggenda del baseball nazionale! Dopo un periodo di assenza dai diamanti, sei finalmente tornato a calpestare erba e terra rossa…

Il piacere è mio. Al Rimini 86 ho trovato un bel gruppo di persone ricco di iniziative e progetti rivolti soprattutto ai giovani. I genitori, nel doppio ruolo di dirigenti e collaboratori rappresentano il valore aggiunto in termini di preparazione, organizzazione e progettazione. Un tuttofare come Simone (Perazzini n.d.r.) nel ruolo di tecnico allenatore, giocatore, dirigente e addetto al campo è un qualcosa di impensabile; il suo impegno è immenso. Per non parlare di Max (Rossi n.d.r.) il preparatore atletico la cui esperienza e le sue missioni in Iraq, Afghanistan, Nigeria sono una garanzia di competenza, efficienza e grinta da trasmettere ai giovani.

Raccontaci un po’ di questa tua collaborazione con i ragazzi del Rimini 86.

Stare sul campo con i ragazzi non ha prezzo. È un impegno importante considerato che ho vissuto una realtà sportiva ben diversa da quella di oggi. Trasmettere ai giovani che la pratica del Vecchio Gioco li rende persone speciali non è facile. Dare a loro una costante motivazione e i giusti stimoli rappresenta una grossa sfida, non solo per me, ma credo per tutti coloro che hanno intrapreso questo percorso di crescita e formazione. Qui c'è un bel gruppo di ragazzi, in continuo miglioramento e, nonostante qualche difficoltà, sono certo che daranno grandi soddisfazioni al Rimini 86.

A Spadarolo hai ritrovato un compagno di mille battaglie come Mike. Ne avrete passate tante assieme…

Ritrovare Mike "The Mick" "Michelino" Romano è incredibile, come incredibile è il suo impegno nella conduzione delle squadre. Lui è il punto focale, la persona che veramente può dare una svolta decisiva, un riferimento per tutti, ricordando ciò che Mike ha dato a Rimini e alla Nazionale come giocatore, senza tralasciare gli scudetti vinti come manager nella Casa dei Pirati. Un atleta che lancia 9 riprese, il giorno dopo gioca interbase e realizza la valida o l'homer vincente… beh, lasciatemelo dire con una battuta: "Se Mike non è nella Hall of Fame, un atto terroristico è opera di qualche moccioso alle prese con i petardi carnevaleschi!".

Quali sono i fondamentali su cui i ragazzi che si avvicinano al baseball dovrebbero lavorare di più?

La cosa fondamentale che i giovani devono imparare è il comportamento su un campo da baseball. Ambientamento e visione: dove, come e quando guardare. Viviamo una realtà distorta e infettata da una ossessiva richiesta di essere protagonisti. Un campo da baseball rappresenta il rifugio ideale, ti avvolge e ti protegge da questa realtà sfuggevole e inadatta, non conciliabile col processo di maturazione dell'individuo. Il Vecchio Gioco non contempla l'auto-celebrazione e nemmeno l'auto-adulazione. Il Baseball parla dell'auto-miglioramento in termini di crescita e di formazione dell'atleta. Ciò richiede sforzo impegno e sacrificio. Sembrerà strano a dirlo, ma nel Baseball, più sbagli e più diventi bravo: i giovani devono capirlo!

Cosa ti auguri per il futuro del baseball riminese, dopo le ultime tristi vicende di cronaca?

Credo che il baseball riminese, considerate le ultime vicende che hanno lasciato tanta amarezza, abbia il forte desiderio di ritornare ai vertici italiani ed europei. Le premesse sono buone e soddisferanno in pieno le aspettative di tutti gli appassionati perchè tra le varie società giovanili ci sono talenti che potranno essere competitivi ad alto livello. Ciò richiede uno sforzo da parte delle società romagnole in termini di collaborazione, una possibile creazione di un farm-system che possa dare ai giovani un nuovo traguardo, una rinnovata squadra dei Pirates i cui giocatori rappresentano il frutto di tanto impegno e passione da parte dei tecnici e allenatori.

Una carriera da campione ma un presente da scrittore, con il baseball come linea guida: come si sta comportando il tuo libro (“Il lanciatore scomparso”, in vendita in tutte le librerie o in rete n.d.r.)? Sei soddisfatto delle reazioni dei lettori?

Diamine!, definirmi uno scrittore è un lusso, diciamo più un "story-teller". Il libro "Il Lanciatore scomparso", che segue "Due chiacchiere sulla Battuta", un opuscolo sui fondamentali, è nato per caso, maturato da un'idea di Donatella Cena (Hall of Famer di softball). La collaborazione di Maurizio Caimi, tifoso di baseball, la cui famiglia opera nel settore editoriale da decenni ormai, ha reso possibile questa pubblicazione. Ho ricevuto diversi messaggi ed anche qualche telefonata con giudizi positivi. Parlare e raccontare storie di baseball vuol dire incontrarsi in un pub a mezzanotte davanti a un calice di birra per poi accorgersi che è l’alba e ti rendi conto che di fronte c’era un signore con al dito un luccicante anello delle World Series… ma soprattutto hai realizzato che non devi chiedere tempo al tempo, Il Vecchio Gioco te lo consegna.

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