Riflessioni di fine stagione, intervista a Giacomo "Cuky" Pelliccioni

cuky 2In questo periodo in cui mazze e guantoni riposano in fondo al cassetto in attesa di tornare alla ribalta la prossima primavera, è più facile trovare cinque minuti per scambiare due chiacchiere e così oggi, con la scusa di bersi una birretta assieme, abbiamo convinto Giacomo Pelliccioni, presidente del Rimini 86, a rispondere a qualche domanda a tutto campo.

Presidente, facci un resoconto della stagione della squadra senior del Rimini 86, che ha partecipato al campionato di serie C Federale.

La squadra di serie C non aveva prospettive di fare un campionato di vertice; noi tutti, compreso il manager Mike Romano, lo sapevamo dall'inizio. Abbiamo perso tante partite, alcune anche male, ma non è successo nulla che non sapessimo già. Il nostro programma è chiaro e prevede alcuni anni di transizione: i veterani della squadra saranno progressivamente sostituiti dai nostri giovani, finchè i nostri tecnici arriveranno a schierare una squadra formata prevalentemente dai prodotti del nostro vivaio, con un unico progetto tecnico alle spalle. Alcuni giovani hanno già debuttato e gli "anziani" li hanno accolti subito con lo spirito giusto, cercando di aiutarli a stare in campo e mettendo a disposizione la loro esperienza.

E invece i ragazzi delle giovanili come se la sono cavata nel corso del 2014?

Dal punto di vista tecnico abbiamo raggiunto risultati che non ci aspettavamo. La squadra Esordienti Under 11 ha vinto il proprio girone giocando un buon baseball, la squadra Ragazzi proveniva da un campionato 2013 disastroso nel quale aveva perso tutte le partite, ma quest'anno anch'essa ha vinto il suo girone. Cadetti ed Allievi hanno forse dato meno di quanto ci aspettavamo, soprattutto dal punto di vista dell'impegno e dell'atteggiamento in campo: per questo ci aspettiamo da loro un pronto riscatto l'anno prossimo. In generale, nonostante alcuni piccoli problemi di gestione dovuti alla intensa attività di così tanti ragazzi, siamo stracontenti di tutti loro e della stagione che abbiamo portato a termine.

Come giudichi il primo anno di collaborazione con una figura di primo piano come quella del manager Mike Romano?

A livello tecnico e mentale il lavoro che Mike sta facendo con noi non è paragonabile agli standard ai quali noi eravamo abituati, e questo noi lo avevamo dato per scontato. Mike però ci ha entusiasmato soprattutto per l'umiltà che ha mostrato durante quest'anno: uno con la sua storia e il suo passato non ha mai fatto mancare il suo aiuto in ogni singola situazione, anche quelle che non ti aspetti: tagliare l'erba del campo, verniciare le panche del dug-out. Questo nessuno di noi se lo sarebbe mai immaginato. Nel corso di questo primo anno vissuto con noi il suo entusiasmo è cresciuto progressivamente, perchè ha molto apprezzato la passione e lo slancio che il nostro gruppo mette nelle le attività che tutti i giorni deve affrontare. Mike rimarrà a vita nel Rimini 86!

Come si riesce a garantire il proseguimento dell'attività di una piccola società come la vostra?

Giuridicamente le ASD come la nostra nascono come associazioni no-profit, che a causa della loro valenza sociale dovrebbero essere prese in cura dalla pubblica amministrazione. Questa purtroppo è la teoria, nella pratica la realtà è tutt'altro. Lo Stato e gli enti locali non sono mai riusciti a tradurre in fatti concreti queste buone intenzioni, e così la maggior parte delle società ha dovuto inventarsi altre forme di sostegno come ad esempio la sponsorizzazione, ma soprattutto l'aiuto di tutti coloro che credono in questo progetto e spendono il proprio tempo libero (e alle volte qualcosa di più) per aiutare a far sopravvivere l'associazione. Dopo il 2011 la crisi economica ha diminuito fortemente l'afflusso di sponsor e le quote pagate dagli atleti riescono solo in parte a coprire le necessità di una stagione. Attualmente quindi, la più grande risorsa della quale disponiamo sono la partecipazione e l'aiuto concreto da parte dei genitori dei nostri ragazzi. Coinvolgerli in un circolo virtuoso che dia loro la possibilità di contribuire alla riuscita di un progetto è quanto di più appagante ed efficace ci possa succedere. Quest'anno alcuni problemi ai quali non riuscivamo a trovare una soluzione sono stati affrontati e risolti proprio in questo modo.

In cosa vi sentite di dover migliorare nei prossimi anni?

Uno degli aspetti più difficili, sul quale dovremo ancora lavorare tanto in futuro, è il rapporto con le famiglie dei nostri ragazzi. In questi ultimi 2 anni, da quando è molto aumentato il numero delle persone con le quali noi dirigenti ed allenatori abbiamo a che fare, ci siamo resi conto di quanto sia difficile conquistare la fiducia delle persone e quanta attenzione sia necessaria per mantenere vivo ed onesto il nostro rapporto con loro. Insegnare la tecnica del gioco del baseball e contemporaneamente dare il nostro piccolo contributo all'educazione di questi ragazzi è un compito difficilissimo, per il quale noi del Rimini 86 ci stiamo impegnando tanto.

Come descriveresti i rapporti tra le varie società del circondario?

Noi abbiamo sempre cercato di prendere il meglio dalle società che operano sul nostro territorio; ad esempio considero qualcosa di eccezionale quello che è riuscito a creare negli anni Luigi Bellavista con il Torre Pedrera Falcons. La concorrenza e un po' di sano campanilismo tra noi società c'è ed è giusto che ci sia, ma purtroppo devo sottolineare che attualmente i rapporti tra società limitrofe sono tutt'altro che eccellenti, e che ognuno pare più interessato a perseguire interessi di bottega anziché un obiettivo comune: quello di portare più bambini possibili verso il nostro movimento.

Quali sono i vostri obiettivi per il prossimo anno?

A livello giovanile, prima di tutto vogliamo continuare a far crescere i nostri ragazzi sia umanamente che tecnicamente. Anche nel 2015 ci saranno sicuramente almeno 4 o 5 squadre giovanili nelle rispettive categorie; ci sarà qualche nuovo innesto di tecnici anche con graditi ritorni, inoltre stiamo cercando di allestire una delle squadre giovanili in cooperazione con un'altra società. Per la serie C, come già detto, vogliamo aumentare gli inning in campo da parte di quei 4/5 cadetti che ormai sono in pianta stabile in prima squadra. Nello stesso tempo abbiamo preso contatto con alcuni giocatori di buon livello per rafforzare un po' il roster, anche se non avremo pretese di fare un campionato di vertice. Poi c'è il discorso dell'impianto sportivo: stiamo definendo alcuni accordi per ampliare la nostra struttura sportiva di Spadarolo, e speriamo già nella prossima primavera di partire con i lavori di costruzione di un nuovo campo per l'attività giovanile; questo è l'obiettivo principale. Il nuovo campo porterebbe con sé l'idea di offrire ai ragazzi ed alle loro famiglie non solo il tempo necessario allo svolgimento della partita, ma anche alcuni servizi aggiuntivi per trascorrere assieme tutta la giornata. In questo senso ci auguriamo di avere rapporti più stretti con l'amministrazione comunale; sarei felicissimo se il Comune di Rimini comprendesse tutti gli sforzi che sono stati compiuti e i risultati che si sono ottenuti, calcolando poi che si tratta di un impianto pubblico. Inoltre, vorremmo organizzare un Centro estivo e forse anche un Camp tecnico grazie ad alcuni amici giocatori che speriamo di coinvolgere concretamente. Se non riusciremo nel 2015, vorrà dire che ci riproveremo l'anno dopo.

Presidente, con tutte queste idee in testa la società Rimini 86 dovrà esistere ancora per almeno 10 o 15 anni!

Solo 15? No, stai certo che saranno molti di più, e poi vogliamo arrivare in serie A prima o poi... (e qui Pelliccioni sorseggia guascone la sua birra e se la ride sotto i baffi, ndr).

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