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I trent'anni del rimini 86 - intervista …

17-03-2016

I trent'anni del rimini 86 - intervista a Paolo Zonzini (2)

In una grigia giornata di marzo, a pochi giorni dall'inizio della trentesima stagione che vedrà scendere in campo le maglie biancorosse del Rimini 86 Baseball, incontriamo Giampaolo Zonzini, attuale vice...

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Presentazione della nostra Società

26-11-2014

Presentazione della nostra Società

Una breve presentazione delle nostra società - A short presentation of our baseball Club        

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Praga, torneo Back to School: Gufi e Alligatori alla conquista dell'Europa!

backEra l'estate scorsa quando abbiamo iniziato a pensare alla trasferta di Praga. I tornei estivi sul nostro campo erano appena finiti, mazze e guantoni stavano per essere riposti dopo una stagione faticosa. Gli amici cechi ce l'avevano messa tutta per incuriosirci, e non se la finivano di celebrare la bellezza del torneo "Back to School", fiore all'occhiello della attività di base del batti e corri delle loro latitudini. Ma arrivare fino qui non è stato per nulla facile; problema numero uno: da soli non ce l'avremmo mai fatta, i ragazzi arruolabili erano solo otto. Serviva un partner affidabile, un gruppo di ragazzi affiatati e di genitori pazienti: non è mica facile andare d'accordo con dei volatili scorbutici e spennacchiati come dei gufacci! Dopo un paio di rifiuti, arriva un segno di vita da Ravenna. Squadra mica male, dirigenti motivati, tifosi coi quali nelle varie occasioni di incontro non avevamo mai litigato. Un paio di email e la squadra è fatta: cinque Alligatori verranno con noi, dai ragazzi, si va a Praga!

I sei mesi passati a prenotare camere, pullman e a definire gli ultimi dettagli ve li risparmio volentieri: non sono interessanti; internet e i social ormai permettono numeri da circo anche a dei dilettanti del mestiere. Dopo qualche telefonata agghiacciante con l'agenzia accompagnata dal brivido finale, il pullman sbuca martedì mattina ore 6 dietro piazzale Tosi. È fatta, ci si può rilassare. In viaggio si conversa tranquilli, si cercano gli equilibri giusti, i ragazzi se la spassano laggiù in fondo. Non va così bene per i tre loschi individui che la polizia di frontiera tedesca pizzica con le mani nel sacco e con rotoli di euro che escono dagli angoli più nascosti della loro macchina. Una Opel nera, con dentro tre brutti ceffi tatuati e sfregiati, sguardo truce, targa bulgara. Ovviamente li fermano e li rivoltano come calzetti, gli ribaltano la macchina e già gli va bene che non gli scatenano addosso il cagnaccio Rex. Pessimo tentativo ragazzi, si torna mestamente a Sofia con le pive nel sacco e tanti eurini in meno in saccoccia. Per noi invece i primi due giorni a Praga scorrono placidi e servono a prendere le misure: chi sorseggia un buonissimo caffè ceco in un romantico localino, chi si butta in un giretto panoramico in tram, chi si strafoga un trdelnik (in gergo: smartaflone) nel gargarozzo. Ma è di sera che si scatena la bagarre: da "U Fleku" ci si diverte tutti assieme divorando stinco innaffiato da birra scura locale, qualcuno se la spassa in compagnia di Tomas, Filip e tutta la bandaccia dei Titani. Che figata, ma proprio non si può tornare a Praga un paio di volte al mese? Venerdì mattina, tra le altre cose, ci tocca anche giocare. Arriviamo carichi, abbiamo voglia di farci vedere, questo è il momento che abbiamo tanto atteso. Trebic Nuclears e Eagles Praga ci aspettano al varco: sono loro le prime due avversarie del girone a tre. Dai dugout assieme a Mancio e Saggy, 25 kg in due, escono dei colossi: gambe da rugby, colli da toro, braccia da camionisti. Ne usciamo letteralmente triturati. La prima finisce 3-17 per i Nucleari. Lo sapevamo già, ci avevano avvertito che questo era un top team. Le Aquile invece, considerate "medium level" ce ne fanno altri 15. A zero.  Con due sconfitte e con tutta la nostra frustrazione nello zaino, andiamo ad affrontare i simpatici e allampanati lituani del Kaunas ("... hey ragazzi, quanto c'è da Kaunas a Rimini? solo duemila kilometri? nessun problema, ci vediamo la prossima estate a Spadarolo!") mentre su Praga già calano le prime ombre della sera. I nostri sono scarichi, l'autostima è sotto la suola delle loro scarpe. "...cheppàlle, dobbiamo fare anche la terza? ma perchè non andiamo in albergo?" La facciamo, ed è un'altra sconfitta. Questa volta però restiamo attaccati al match con le unghie, la grinta pian piano esce fuori, torniamo in corsa! Gli avversari non fanno granché per vincere: poche valide, poco gioco. Hanno però il merito di scegliere il pitcher giusto, un mancinaccio che infila quella maledetta palla nel guanto del catcher con precisione chirurgica, e anche il merito di trovare un paio di out decisivi a casa con il catcher che sembra unto dal sacro fuoco per quanto è preciso nella presa e spietato nel toccare il corridore. Il resto lo fanno qualche base per ball di troppo concessa dai nostri lanciatori e il sole che, stanco dopo il tanto mostrarsi degli ultimi giorni, va a nascondersi dietro alla collina e non ci permette l'ultimo attacco lasciandoci a metà del guado con tutti i nostri dubbi. Kaunas vince 5-3, il "venerdì nero" si chiude con tre sconfitte e neanche l'ombra di una vittoria. Sabato lasciamo dormire i ragazzi, si gioca alle 13 e non c'è fretta. Dobbiamo incontrare i padroni di casa del SaBaT, top team ceco nel softball, incarogniti perché anche loro sono ancora a secco di vittorie. Partiamo contratti, e subiamo due punti al primo turno di attacco dei cechi. Saranno gli unici della partita. La difesa si assesta alla grande, le mazze dei nostri finalmente si scuotono e, come nel miglior finale di ogni film di baseball che si rispetti, non si fermano più. Il risultato finale è 8-2 per noi, nonostante i tentativi del SaBaT che prova a raschiare il fondo del barile mettendo in campo ogni risorsa, comprese un coppia di esperte ragazzone del softball. Ma ormai i nostri sono lanciati, il morale si è finalmente sollevato, si aspetta solo il sigillo finale. Che non tarda ad arrivare il giorno dopo, col botto. I Miners di Kladno non sono la squadra più forte del lotto, ma come tutte le tostissime squadre ceche vanno anche loro trattati con la dovuta cautela. Terreno in perfette condizioni, spalti al limite della capienza, ventilazione apprezzabile. I Gufetti si distendono bene nella seconda metà della partita, confermando la bella prova del giorno prima. Monte impeccabile, mazze ispirate: fa 13-1 per noi, con i ragazzi che si buttano finalmente alle spalle la carogna delle prime due batoste. Il pubblico biancorosso, assiepato sulla tribunetta, festeggia chiassoso la squadra. Tutto molto bello.
Tempo di bilanci? Ci proviamo, anche se ce ne sarebbero ancora di faccende da raccontare, di birre aromatizzate, di yak dell'Himalaya, e di qualche altro aneddoto che farà da gancio quando davanti ad una birretta (rigorosamente Urquell) ci racconteremo come è andata. Ognuno trarrà le sue conclusioni e stilerà il proprio bilancio di questa avventura. Il banco di prova era di quelli davvero difficili, la concorrenza agguerrita. Ma vedere lottare assieme questo gruppo di ragazzi, vederli sbattere il caschetto a terra per un punto non segnato, piangere di rabbia per una palla mancata, correre in campo a festeggiare ogni singolo punto nel pieno rispetto di arbitri ed avversari ci fa credere che ne sia valsa la pena: davvero uno spettacolo. Dado, Formi, Marco, Alex, Cri, Cacco, Tommy, Saggy, Jack, Tondo, Luca, Ale, Matty: siete ragazzi eccezionali, dentro e fuori dal campo. Siete stati voi il nostro orgoglio ed i veri vincitori del torneo. I colossi dei Trebic Nuclears, che nella finale hanno annichilito i Praga Eagles (i più attenti ricorderanno che erano le due squadre inserite nel nostro girone eliminatorio: che culo, eh?) resteranno nell'albo d'oro del torneo, ma nel nostro cuore i tredici eroi di Praga rimarrete solo voi.

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