Torneo Flavio "Papi" Visentin a Ronchi: gran terzo posto dei nostri Allievi!

ronchi premiazionePronti via, gasati duri, partenza venerdì mattina dal campo direzione torneo Flavio "Papi" Visentin, categoria Allievi, Ronchi dei Legionari. Terra nella quale il baseball affonda le sue radici, dove la gente butta un occhio al campo mentre ciàcola con gli amici assieme al fedele tajùt (bicchierino) di bianco fresco che smorza la calura e accende la fantasia. Pronti via, siamo già bloccati a Portogruaro per un maledetto incidente che ferma la nostra spedizione a mezz'ora dalla meta e fa salire l'adrenalina e l'astinenza da campo. I ragazzi più grandini ne approfittano per allacciare contatti con due gentili biondine: non tutto il male vien per nuocere, òrpo!

Poi è solo baseball, 48 ore e spiccioli in campo, in tribuna, a discutere con Mike, con il Bull e altri amici di fuoricampi siderali e di campioni del passato, di legno e di alluminio assieme a una birr... ad un bicchierino di aranciata. Eccheduep... e invece no, un torneo visto dall'altra parte della barricata è figo, gli altri lavorano e noi ci rilassiamo: mica male! I nostri ragazzi sono dei soldatini, dove li metti fanno loro porca figura: in campo, a parte qualche svarione fisiologico, seccano gli avversari sulle basi e qualche volta slègnano duro e nel giro di un inning ti girano la partita: come nell'esordio contro il Buttrio, iniziato in sordina e poi rovesciato alla grande con un paio di sfuriate nelle quali le mazze bruciano come il fuoco. O come nella finale per il terzo posto contro i torelli altoatesini del Bolzano, spazzati fuori dalla partita da una gragnuola di valide al secondo inning e da un doppio gioco da MLB al terzo. Mike osserva sornione da una parte del dugout: lascia l'iniziativa ai tecnici, e dispensa saggezza quando è necessario; io e Leo, rookies di trasferte, pensiamo alla logistica, alle carte, alle foto, e a volte a prendere un po' di fresco mentre gli altri si cuociono nella canicola carsica. Evabbè oh, se non va bene cercàtene degli altri. Simo e Dade invece hanno frequenti sbalzi di umore: si incazzano, anche di brutto qualche volta, si arrovellano per trovare la chiave della partita, si sbattono per tenere tutti in riga (e con qualcuno non è proprio facilissimo, lo sapete no care mamme?), ma spesso se la godono e gonfiano il petto soprattutto quando il nonnetto del comitato organizzatore consegna la coppa al nostro fiero e invincibile capitano Adele. E a chi altri, sennò? Un altro capitano in questa squadra non si può proprio immaginare. Bravi ragazzi, da domani si torna a lavorare a Spadarolo; il bagno nella spiaggia chilometrica di Grado e le battaglie a colpi di pennarello resteranno nei vostri cervellini da tredicenni per un po'. Giusto il tempo di ripartire, tra un mesetto, con direzione Porto Sant'Elpidio. Ma vi immaginate se ci saranno di nuovo i bolzanini? Portiamoci giù uno zainetto di pennarelli, non si sa mai. Al rossetto penserà il capitano.