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I trent'anni del rimini 86 - intervista …

17-03-2016

I trent'anni del rimini 86 - intervista a Paolo Zonzini (2)

In una grigia giornata di marzo, a pochi giorni dall'inizio della trentesima stagione che vedrà scendere in campo le maglie biancorosse del Rimini 86 Baseball, incontriamo Giampaolo Zonzini, attuale vice...

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I trent'anni del rimini 86 - intervista a Paolo Zonzini (2)

paolo mike 2In una grigia giornata di marzo, a pochi giorni dall'inizio della trentesima stagione che vedrà scendere in campo le maglie biancorosse del Rimini 86 Baseball, incontriamo Giampaolo Zonzini, attuale vice presidente e direttore sportivo della ormai gloriosa società riminese. Uno di quelli che "quella volta" c'era...

Paolo, più o meno la storia della fondazione della società è già nota: il gruppo di amici che si incontra al parco Marecchia, le prime idee di creare una squadra, la definizione dei ruoli e le prime responsabilità. Ma come è cambiata la società dalla sua fondazione fino ai giorni nostri?
Per quanto riguarda gli uomini fondamentalmente poco, visto che a gestire la società siamo più o meno gli stessi di 30 anni fa; siamo solo diventati un pochino più vecchi… Dal punto di vista dell’organizzazione e delle responsabilità invece il “salto” è stato grande. Nel 1986 dovevamo gestire un ristretto gruppo di appassionati del baseball, che decisero di dare vita a questa Società senza forse neanche immaginare che potesse arrivare dove è arrivata oggi. Ora, invece, stiamo parlando di quasi 100 tesserati considerando tutti gli atleti dalla Seniores ai più piccoli del minibaseball. Senza dimenticare tutto “l’indotto” di genitori ed amici che fa lievitare il numero delle persone che orbitano intorno alla Società a cifre inimmaginabili ed impensabili quando il Rimini 86 vide la luce nel dicembre di 30 anni fa. Se consideriamo che il settore giovanile, a parte una brevissima esperienza nei nostri primi anni di vita, ha iniziato la sua attività nel 2012, possiamo certamente affermare che la crescita mostrata in quattro anni dal Rimini 86 non ha eguali nella realtà del baseball locale. Naturalmente per noi dirigenti questo comporta responsabilità e impegni sempre più assidui e costanti. Non nego che siamo stati colti anche un po di sorpresa da questa situazione, perché non immaginavamo di poter raggiungere numeri così elevati in pochissime stagioni. Abbiamo commesso degli errori, probabilmente sottovalutato delle situazioni, non gestito al meglio altre, ma l’impegno che ci stiamo mettendo per arrivare al top dell’organizzazione è tanto. L’aiuto delle persone che sono intorno a noi e con noi è commovente. Stiamo diventando una grande famiglia e questo è per noi dirigenti un grande stimolo a migliorarsi e un grande motivo di orgoglio.

Raccontaci brevemente un aneddoto divertente capitato nella lunga storia della società.
Qui ci sarebbe da scrivere un libro, tanti sono gli episodi e le situazioni vissute in questi 30 anni di storia... Per quanto mi riguarda uno degli episodi che ricordo con più affetto ed emozione è stata la prima serata di allenamento della storia del Rimini 86. Nel gruppo di giocatori che diede vita a questa squadra non vi era nessuno che aveva mai giocato a baseball ed io ero l’unico con un passato da giocatore. Fino alla stagione precedente ero tesserato con il Rimini Baseball ed ero riuscito anche a togliermi la soddisfazione di giocare una partita in Serie A a fianco di chi oggi è il nostro responsabile tecnico, il "Baffo" Mike Romano. Naturalmente, visto il mio passato, io fui nominato allenatore-giocatore di quella squadra. Arrivai alla palestra dello Stadio dei Pirati per il primo allenamento e trovai la squadra al completo che mi aspettava. Molti di loro neanche li conoscevo e ci fu un momento di comprensibile imbarazzo da parte di tutti.
Dopo le presentazioni di rito chiesi a tutti di farmi vedere come giravano la mazza e lo spettacolo che vidi fu talmente orrendo che presi la mia borsa e me ne andai dalla palestra fra lo stupore generale. Non sapevo più se sarei stato in grado di dirigere quella squadra e fui colto dal panico… Dopo tre minuti tornai indietro, tirai due urli dei miei e tutti i giocatori cominciarono a correre, sudare e spaccarsi le mani dai tanti giri di mazza che feci loro fare.
In quella prima stagione, con una squadra composta da giocatori che non avevano mai calcato un campo da baseball, riuscimmo a vincere 4 partite su 10 e fummo l’unica squadra a battere la vincente del nostro girone… può sembrare la trama di un film!

Quali sono stati il momento più brutto e quello più bello che hai vissuto in questi 30 anni di baseball da Gufo?
Sicuramente il momento più buio della mia vita all’interno del Rimini 86 è stato quando, purtroppo, non ho più potuto incrociare sul campo lo sguardo di mio padre Ivo che mi aveva accompagnato fin dal mio primo giorno di carriera sportiva e che per me è sempre stato un riferimento importante, sia nello sport che nella vita. E’ stato un padre non solo per me e mio fratello Matteo ma per tutti quelli che sono passati nella nostra squadra, dal primo giorno e fino a quando ci ha lasciati… I momenti più belli sicuramente i playoffs promozione per la Serie B vinti contro il Matino nel 2003, culmine di una stagione memorabile e da record. Poi il giorno dell’inaugurazione del nostro impianto a Spadarolo che io considero il punto di arrivo del “vecchio” Rimini 86 ed il punto di partenza del nuovo. Ed infine, ultimo in ordine cronologico ma non certo per importanza, la sera in cui il mio amico Mike decise di accettare la nostra offerta e diventare un Gufo… e quando lo si diventa lo si è per tutta la vita…

Questa è una stagione importante, la trentesima della storia della squadra; quali sono le iniziative in programma per celebrare il trentennale?
Qualcosa sta bollendo in pentola, ma se ve lo dico adesso che sorpresa è?

Veniamo ai giorni nostri: in quale direzione si sta muovendo la società Rimini86? Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi 30 anni? E qual è il sogno nascosto? 
Il nostro obiettivo dichiarato è quello di rafforzare sempre di più il settore giovanile ed arrivare, fra due/tre stagioni, ad avere in Serie C una squadra composta da giocatori tutti provenienti dal nostro vivaio. L’obiettivo dei prossimi 30 anni è quello di diventare una Società modello per organizzazione e capacità di crescita dei giovani. Non sarà facile ma ci vogliamo sicuramente provare. Il sogno nascosto? Eh eh… arrivare un giorno in IBL, giocarmi la finale scudetto contro i Pirati e vincere…

Come vedi il movimento del baseball a Rimini? Come si potrebbe incentivare o migliorare?
Stiamo attraversando un momento non facile nello sport riminese, quasi tutte le realtà sono in difficoltà per motivi non solo finanziari ma anche per la mancanza di persone che vogliono sacrificare il loro tempo per questa causa. Il baseball a Rimini è, secondo me, ancora un’oasi felice in questo senso perché persone che si danno da fare con tanta passione ce ne sono ancora.
Sarebbe opportuno però riuscire ad organizzare le forze delle singole società in una sorte di "patto" che permetta al baseball riminese di diventare il fulcro dell’attività giovanile nazionale. Fino ad oggi questo non è stato possibile per tanti motivi che non stiamo qui ad elencare. Le risorse, i campi, le persone ci sono per far si che il nostro movimento diventi il numero uno in Italia. Noi lavoreremo in questo senso nei prossimi anni. Abbiamo appena iniziato e vogliamo ancora divertirci tanto…

Come dicevamo sopra, l'inizio della stagione è alle porte. Quali squadre schiererà il Rimini 86 e con quali obiettivi?
La prossima stagione vedrà ai nastri di partenza 5 formazioni giovanili nelle categorie Minibaseball, Esordienti, Ragazzi B (non agonistici), Ragazzi A (agonistici) ed Allievi, oltre alla squadra seniores di serie C federale. Naturalmente l’obiettivo principale della stagione rimane sempre quello di valorizzare il più possibile i nostri giovani, dai più piccoli a quelli un più grandi senza dare troppo peso ai risultati ed alle classifiche finali. La squadra seniores quest’anno avrà il roster composto all'80% da giovani di meno di 20 anni, parecchi provenienti dal nostro vivaio. Tempo ancora un paio di stagioni, e la Serie C vedrà in campo solo "Gufi doc" con tanti anni di carriera davanti. Inoltre, ad ulteriore testimonianza del grande lavoro fatto in questi ultimi anni, il nostro tecnico delle giovanili Simone Perazzini, nonché giocatore della squadra seniores, è stato appena nominato Manager della Rappresentativa Regionale Cadetti dell'Emilia Romagna per il Torneo delle Regioni che si disputerà a giugno, completando un importante percorso iniziato negli anni scorsi. Per noi questa nomina è motivo di grande soddisfazione, segno che i nostri tecnici, capitanati dal quel mito che risponde al nome di Mike Romano, stanno crescendo bene…

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