Torneo "Ivo Zonzini e Loris Metalli" - sesta edizione

10393841 10207786749657144 8162445108915943385 nLa sesta edizione del torneo “Ivo Zonzini e Loris Metalli”, dedicato alla memoria del padre di Paolo e Matteo, colonne della società Rimini 86 e di quello di Massimo “Cillo” Metalli, ex giocatore dei Gufi, si è appena conclusa al campo “Nicola e Matteo Michelucci” di Spadarolo. Presenti ai nastri di partenza, oltre ai padroni di casa, le rappresentative senior serie C Federale dei Bulldogs Cernusco sul Naviglio, Unione Picena Montegranaro, Reggio Emilia e dei campioni uscenti dei T-Rex Pastrengo Verona.

Piuttosto complicato l'inizio del torneo, che prevedeva due partite già nella giornata di venerdì 4 settembre, e che invece le condizioni meteo sfavorevoli mettono subito a rischio. La partita inaugurale infatti (T-Rex Pastrengo - Reggio Emilia) viene subito interrotta nel corso del quinto inning, con i reggiani in rimonta, da un breve quanto pesante acquazzone che rende impraticabile il campo e mette nei pensieri lo staff organizzativo dei Gufi. La Prima Piaga di Spadarolo fa paura, ma non più di tanto. E così mentre i giocatori ospiti già scesi in riviera se la spassano sul lungomare, sono in 10 fino a notte fonda sul campo allagato a tirar su acqua con spugne e pompe, a grattare e spazzolare, asciugare e spandere, facendosi luce con i cellulari: nonostante gli sforzi, il programma del sabato è a rischio, e non è possibile garantire lo svolgimento delle prime partite della mattina. La squadra speciale però non molla ed è all'opera anche all'alba del giorno dopo. E fa il miracolo: in men che non si dica il campo è di nuovo agibile, il torneo è salvo. Playball alle 9,30 con un'ora di ritardo ed una partita da recuperare dal giorno prima. Un altro acquazzone avrebbe fatto saltare il banco, ma per fortuna i nuvoloni neri all'orizzonte mollano la Val Marecchia e decidono di dare un'occhiata al centro di San Marino, ignari del fatto che Electronics sia ormai chiuso da tempo. Inning dopo inning, zitte zitte, le partite procedono, finchè la Seconda Piaga di Spadarolo si manifesta in tutta la sua crudeltà: una nuvola di famelici moscerini scende dal cielo per punire i Gufi miscredenti e fornicatori e invade campo e strutture adiacenti. “Signore, abbi pietà!” si difendono i nostri agitando le mani a ventaglio e grattandosi la capoccia “non eravamo noi al Mon Amour fino alle 6 del mattino, ma quelli dell'Unione Picena!”. Dopo le opportune verifiche alle celle agganciate dai cellulari dei marchigiani, qualcuno dall'alto ammette l'errore e libera il campo dai fastidiosi animaletti con una piacevole brezza. Adesso il cielo è ormai sgombro, ilmeteo.it dice sole (vallo a chiedere ai bagnini cosa pensano delle previsoni del tempo...) e non ci ferma più nessuno! I nostri ragazzini tengono il campo che è un piacere: Cristian Fattori è il primo partente del torneo e tiene a bada le pericolose mazze Picene nella partita di esordio dei Gufi, premonizione della scoppiettante finale di domenica. Alessio Taranto gira la mazza con tempismo e incoccia due valide pesantissime con 4 RBI in momenti cruciali. Giamma Buresta, chiamato in causa nella finale (mica pizza e fichi), fa un figurone davanti al pubblico delle grandi occasioni (che bello quando una tribuna piena di gente si spella le mani per te quando il manager dice che può bastare così). Poi c'è un altro ragazzino che sulla maglia indossa il numero 9, ha occhietti furbi ed entusiasti e un sorriso accattivante stampato sulle labbra. Si chiama Andrea, qualcuno dice di averlo già visto su qualche campo da baseball dei dintorni, ma a vedere la voglia e la passione che ci mette deve essere uno che ha iniziato a giocare a baseball da un mesetto o poco più. Gli amici lo chiamano “il Chocha”, e lui e l'altro ragazzino numero 15, un certo Gigi, formano una gran coppia: hanno talento, con mazze e guanti ci sanno fare; magari un giorno sentiremo ancora parlare di loro qui sul nostro campo.
Tornando al torneo, le squadre migliori si dimostrano i veronesi del Pastrengo, i nostri Gufi ed i goderecci Piceni che nella decisiva partita giocata allo stadio dei Pirati, battono i veneti e si qualificano per la finale.
Partita a due facce, la finale: i Gufi partono contratti e per tre inning fanno solo errori (schiiifo, direbbe qualcuno), poi quando l'ostico partente Cotica scende dal monte dell'Unione, l'inerzia della partita vira in un secondo: il legno delle mazze biancorosse è stregato e spinge la palla sempre dove il difensore non c'è. Lo strattone decisivo è di Lele Corazzi: doppione a basi piene con 3RBI, schifo, ics e brisket sulla griglia: tutto in una volta; Gufi da 0-8 a 5-8 e partita riaperta. Olè. Da lì in avanti non ce n'è più per nessuno: Gas e il già citato Giamma concedono agli avversari la miseria di due punticini mentre il nostro attacco atomico non dà cenni di cedimento. La partita finisce 18-10 per noi, e per fortuna che gli inning previsti erano solo 7 altrimenti il tabellone non sarebbe bastato.

Classifica finale: i Gufi si aggiudicano il torneo davanti all'Unione Picena, terzi i T-Rex Pastrengo, quarto Reggio Emilia, quinti i giovani Bulldogs di Cernusco, apparsi forse un po' troppo acerbi in questa occasione.

I premi speciali: Sebastiano Buttura del Pastrengo si aggiudica il titolo di miglior battitore del torneo (6/10 e .600 di media battuta), il reggiano Santo Porco (attenti a non pronunciare il suo nome in chiesa...) è il miglior lanciatore con 1 solo PGL in 9 riprese lanciate, il giovane Matteo Liberti (all'Unione Picena in prestito dall'Ancona, gran braccio il suo) vince il premio per la miglior giocata per una spettacolare quanto decisiva rubata a casa base nella sfida con i T-Rex. 

Cosa aggiungere ancora? Un arrivederci alle squadre che ci hanno onorato della loro presenza. Ma soprattutto un grazie di cuore a tutti coloro che per la terza volta in due mesi hanno dedicato anima e cuore, tempo e pensieri, affinchè tutto questo potesse realizzarsi. Un'estate intensa e convulsa, densa e impegnativa ma forse per questo ancora più bella. Un'estate che ha visto gente di mezza Europa e di tutte le età divertirsi e giocare con noi a quello che per noi Gufi è il gioco più bello del mondo. Ivo, Dante e Loris sarebbero stati fieri di noi. Arrivederci al 2016.